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Il giardino dei bamboo…
So di questo torrente sin da quando,
bambino,
improvvisato un bilanciere
tentavo carpire qualche cavedano
o trota;
o con quattro lombrichi
annodati
facevo incetta di gamberi...
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So
tutto di questa mia Liguria
essenziale,
scabra e affaticata,
che poco ha concesso
alla sua gente,
costretta "inventarsi"
la fascia da coltivo,
terrazzando tutto all'inverosimile,
una pietra sopra l'altra,
portando nella cavagna
un pugno di terra dopo l'altro,
grattata ovunque ce ne fosse. |
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Una
Liguria vera,
autentica,
non quella di poco più giù,
al mare,
su una costa disinvolta di palme
e d'agavi,
d'araucarie e di pini d'Aleppo…
una Liguria ormai sciagurata e convenzionale,
una Liguria troppo "esotica",
che allo stesso modo
potrebbe chiamarsi Versilia
o California (sì, anche California!).
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La
mia è una Liguria
che riconosco
nel respiro dei suoi sassi,
nei vaghi dirupi, che pure a primavera
sanno odorare di ginestre,
e di timo, e d'asparagi selvatici;
che riconosco negli annosi ulivi,
contorti in primitiva sofferenza,
tante volte meditati
in un lento passeggio d'intorno
alla mia dimora… |
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Poi
improvvisamente un giorno,
quasi effetto d'incantamento,
proprio qui d'appresso,
come me sul torrente,
sboccia uno strano giardino che giardino non è,
un giardino senza fiori verdissimo,
di verdissime piante esplose
in alti ciuffi civettuoli,
che s'inchinano all'acqua del torrente,
e giocano nascondersi
con guizzanti sentieri d'ardesia…
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Sullo
sfondo una casa dal tetto grigio
ma dalle rosse finestre…
che affaccia,
come sempre sorridente,
la mia amica Heidi…
Da
quel giorno, e poi sempre,
senza quasi por mente,
ormai spesso m'accade
ritrovarmi, come a quella per caso,
e improvvisamente,
nel magico giardino dei bamboo…
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Pietro
De Andreis
"Pietrone"
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